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postura

Cos’è la Postura

La postura è, in senso generico, il mantenimento dell’equilibrio nei confronti della gravità e delle informazioni che il nostro corpo riceve dall’ambiente esterno. Una corretta postura corrisponde ad un idoneo allineamento scheletrico, in particolare della colonna vertebrale, che non generi tensioni muscolari e quindi sovraccarichi articolari a carico degli arti inferiori e dei piedi. Ci consente di svolgere le nostre attività con minor dispendio energetico. E’ fondamentale avere cura della propria postura che consente un’ottimale condizione fisiologica.

L’importanza di una POSTURA corretta

La postura integra afferenze visive, uditive, vestibolari, occlusali, linguali e dalla pianta del piede. Un disturbo ad uno solo di questi livelli genera disturbi a tutto il corpo e in particolare a articolazioni, muscoli e tendini. Le cause della postura scorretta possono essere molteplici e soprattutto avere origini anche non correlate al segmento o fascia muscolare direttamente interessati, per questo vanno analizzati la condizione strutturale degli arti inferiori e superiori, quella del rachide, la distribuzione del peso corporeo sull’appoggio plantare e l’equilibrio strutturale.

Come si studia la POSTURA

La postura si studia attraverso un attenta valutazione chinesiologica da parte del professionista specializzato in Posturologia che può avvalersi del Kine Postural System, rivoluzionaria tecnologia Diasu unica al mondo. Attraverso una pedana con sensori (Baropodometro Elettronico) si studiano le pressioni in statica e dinamica e le oscillazioni del corpo (stabilometria) il tutto completato con un analizzatore digitalizzato (Body Analysis Kapture) che ricostruisce tridimensionalmente (Body 3D Reconstruction) colonna vertebrale, scapole, bacino e gambe evidenziando angoli di Cobb, rotazioni, lunghezze e asimmetrie (fig.1).

I risultati dell’esame chinesiologico uniti a quelli del Kine Postural System consentono l’inquadramento delle variazioni rispetto ai parametri posturali di base. L’unicità di questo esame non invasivo – che riduce drasticamente le radiografie – è raggiunta grazie all’Indice Biomeccanico Posturale (I.B.P.), con indicatori numerici specifici, elaborati per ogni parametro acquisito, con risultati comparati a valori di normalità. Dati utili per documentare le caratteristiche dell’alterazione, definire il programma di trattamento e per monitorare la relativa evoluzione.

Tutti i dati ottenuti permettono al professionista di trattare nel miglior modo possibile l’alterazione posturale del paziente al fine di poter correggere e migliorare la propria postura e raggiungere quindi il benessere.

Dott. Andrea Murrone

odontoiatria news e prevenzione

Diabete, cosa può fare l’odontoiatria

Come primo articolo di questa rubrica vorrei porre l’attenzione sulle attuali possibilità che l’odontoiatra ha nel porsi come fautore principale non solo della salute orale dei propri pazienti, ma anche della salute generale di questi. Le buone condizioni di salute generale dei nostri pazienti oltre ad essere componente fondamentale della buona riuscita dei nostri trattamenti, sono per noi odontoiatri, come per gli altri colleghi, l’obiettivo ultimo del nostro lavoro.
L’odontoiatria moderna ha ormai acquisito livelli scientifici e tecnologici che non solo rendono possibile all’odontoiatra di prendersi cura al meglio dell’apparato odontostomatognatico dei nostri pazienti, ma anche di rappresentare una figura cruciale nella diagnosi di patologie di carattere generale che presentano segni e sintomi nel distretto oro-mascellare.
Una delle patologie che spesso si presenta all’osservazione dell’odontoiatra, spesse volte non diagnosticata, è il diabete.
Il diabete è una malattia che colpisce l’uomo da secoli ed è una delle malattie più diffuse in tutto il mondo; dati ISTAT rivelano che nel 2011 circa 3 milioni di persone in Italia soffrono di questa malattia. E’ una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina, ormone prodotto dal pancreas e che permette l’ingresso del glucosio a livello cellulare e il conseguente utilizzo energetico di questo.

Ma come si correla il diabete con l’odontoiatria e con la salute orale dei pazienti?

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Complicanze orali spesso correlate con il diabete sono:

• maggiore suscettibilità alla carie
• perdita degli elementi dentari
• candidosi orale
• secchezza delle fauci
• alitosi
• alterazioni del gusto
• sensazione di bruciore del cavo orale

Diversi studi hanno inoltre indagato la relazione tra il diabete e un altra diffusa patologia orale, la parodontopatia.
La Parodontopatia è una malattia che colpisce i tessuti parodontali e che determina una perdita d’attacco dei denti rispetto all’alveolo, con conseguente formazione di tasche parodontali, mobilità dentale, sanguinamento gengivale, ascessi e suppurazioni, fino alla perdita di uno o più denti.

Uno studio longitudinale portato avanti da un gruppo di ricercatori giapponesi (Harase et al) ha dimostrato una relazione bidirezionale tra il diabete e la paradontopatia. Si è riscontrato infatti un aumentato tasso di distruzione dei tessuti parodontali nei pazienti diabetici e maggiormente in quelli dove non si aveva un controllo attento della glicemia; inoltre la presenza di malattia parodontale è stata messa in relazione con un aumento dei livelli ematici di glucosio. Si rivela quindi cruciale, nei pazienti che presentano la compresenza di queste due patologie, l’intervento sia dell’odontoiatra che del medico diabetologo, che operando in maniera coordinata potranno ottenere un miglioramento delle condizioni di salute generale del paziente.

Possiamo tranquillamente affermare che una soddisfacente salute orale assume una rilevanza fondamentale per riuscire a godere di ottime condizioni di salute generale in tutti i tipi di pazienti e maggiormente in chi come nel caso del paziente diabetico necessita di attenzioni particolari.
Dal momento che gli stati infettivi contribuiscono ad aumenterà i livelli di glicemia, mantenere una corretta igiene orale permette di controllare più facilmente questa eventualità nei pazienti diabetici; ed è ugualmente importante puntualizzare come un diabete ben controllato contribuisce nell’evitare le complicanze orali di questa patologia e quindi è di fondamentale importanza nel raggiungimento di una bocca più sana.

Dr. Giovanni Agrò

pane carbone vegetale

Ultimamente sentiamo spesso parlare di “Pane Nero”, ma cos’è?

Ha veramente tutte queste proprietà benefiche che gli si attribuiscono?

pane nero
CARBONE VEGETALE (O CARBONE ATTIVO): è una sostanza organica naturale che si ottiene dalla combustione senza fiamma di alcuni tipi di legno (pioppo, salice, betulla ecc.) o dai gusci e dai noccioli di frutta, per esposizione ad elevate temperature (500/600 °C) in assenza di ossigeno; dal carbone così ottenuto in seguito ad ulteriori passaggi si ricava una polvere finissima ed estremamente porosa, inodore e insapore, che può essere utilizzata come colorante (E153).

E’ opportuno sapere che lo si ottiene unendo al tradizionale impasto per il pane, a base di farina e lievito, del carbone vegetale che, come specificato nello specchietto accanto è una polvere finissima la cui porosità che la caratterizza permetterebbe di assorbire i gas presenti nell’apparato digerente, riducendo fastidiosi gonfiori. In campo medico il carbone attivo è usato, ad esempio, insieme alla lavanda gastrica, in seguito ad ingestione di sostanze potenzialmente dannose e delle quali è utile limitare l’assorbimento, in questo caso, esso fa sì che
le sostanze vengano assorbite e non passino nel sangue creando problemi di tossicità.
Il consumo quotidiano del carbone vegetale nel pane può ridurre quindi anche l’efficacia di molti farmaci, grazie alla sua proprietà entero-adsorbente aspecifica che ha la capacità di legare qualsiasi cosa transiti lungo il canale digerente. La “moda” del pane nero, lanciata nelle cucine degli chef, e presto condivisa nelle panetterie, deve quindi fare i conti con i rischi legati alla farmacocinetica e con l’irrisolto dubbio relativo al potere cancerogeno che potrebbe avere il carbone attivo per la probabile presenza di benzopirene ottenuto dalla combustione del carbone.
Un recente aggiornamento della situazione e un chiarimento da parte del Ministero della salute chiarisce in modo definito la questione del carbone vegetale negli alimenti. “Il claim del carbone attivo (Reg. 432/2012) non si può utilizzare per alimenti diversi dagli integratori. Peraltro l’impiego del carbone attivo come ingrediente per finalità “fisiologiche”, ad oggi, non è ammesso in alimenti diversi dagli integratori alimentari perché richiederebbe una preventiva autorizzazione ai sensi del regolamento (CE) 258/97 sui novel food.”
Per ovviare, quindi, i problemi gastrointestinali legati a gonfiore, meteorismo e/o stitichezza bisogna prendere altri provvedimenti, e se si vogliono sfruttare le proprietà benefiche del carbone vegetale lo si può assumere come integratore al bisogno e non come additivo.

Dott.ssa Giovanna Spalanca