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Pane nero al carbone vegetale: Si o No?

pane carbone vegetale

Ultimamente sentiamo spesso parlare di “Pane Nero”, ma cos’è?

Ha veramente tutte queste proprietà benefiche che gli si attribuiscono?

pane nero
CARBONE VEGETALE (O CARBONE ATTIVO): è una sostanza organica naturale che si ottiene dalla combustione senza fiamma di alcuni tipi di legno (pioppo, salice, betulla ecc.) o dai gusci e dai noccioli di frutta, per esposizione ad elevate temperature (500/600 °C) in assenza di ossigeno; dal carbone così ottenuto in seguito ad ulteriori passaggi si ricava una polvere finissima ed estremamente porosa, inodore e insapore, che può essere utilizzata come colorante (E153).

E’ opportuno sapere che lo si ottiene unendo al tradizionale impasto per il pane, a base di farina e lievito, del carbone vegetale che, come specificato nello specchietto accanto è una polvere finissima la cui porosità che la caratterizza permetterebbe di assorbire i gas presenti nell’apparato digerente, riducendo fastidiosi gonfiori. In campo medico il carbone attivo è usato, ad esempio, insieme alla lavanda gastrica, in seguito ad ingestione di sostanze potenzialmente dannose e delle quali è utile limitare l’assorbimento, in questo caso, esso fa sì che
le sostanze vengano assorbite e non passino nel sangue creando problemi di tossicità.
Il consumo quotidiano del carbone vegetale nel pane può ridurre quindi anche l’efficacia di molti farmaci, grazie alla sua proprietà entero-adsorbente aspecifica che ha la capacità di legare qualsiasi cosa transiti lungo il canale digerente. La “moda” del pane nero, lanciata nelle cucine degli chef, e presto condivisa nelle panetterie, deve quindi fare i conti con i rischi legati alla farmacocinetica e con l’irrisolto dubbio relativo al potere cancerogeno che potrebbe avere il carbone attivo per la probabile presenza di benzopirene ottenuto dalla combustione del carbone.
Un recente aggiornamento della situazione e un chiarimento da parte del Ministero della salute chiarisce in modo definito la questione del carbone vegetale negli alimenti. “Il claim del carbone attivo (Reg. 432/2012) non si può utilizzare per alimenti diversi dagli integratori. Peraltro l’impiego del carbone attivo come ingrediente per finalità “fisiologiche”, ad oggi, non è ammesso in alimenti diversi dagli integratori alimentari perché richiederebbe una preventiva autorizzazione ai sensi del regolamento (CE) 258/97 sui novel food.”
Per ovviare, quindi, i problemi gastrointestinali legati a gonfiore, meteorismo e/o stitichezza bisogna prendere altri provvedimenti, e se si vogliono sfruttare le proprietà benefiche del carbone vegetale lo si può assumere come integratore al bisogno e non come additivo.

Dott.ssa Giovanna Spalanca

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